Digitalizzazione e trasformazione digitale

Oggi la tecnologia è per lo più digitale. È l’innovazione a creare la relazione tra scelta e condizione, tra il come e il cosa, tra i processi e il contesto con cui sta prendendo forma il design del XXI secolo.

Alfonso Benevento

12/22/2023

a close up of a computer screen with a map of the world on it
a close up of a computer screen with a map of the world on it

Per disegnare il futuro della società l’uomo deve compiere scelte, prendere decisioni, che possono poi diventare motore dell’evoluzione. Alle tecnologie digitali, che stanno ridefinendo gli spazi e contraendo gli orizzonti temporali, è dovuta la cosiddetta digital trasformation. Un processo, questo, di radicale ridefinizione delle condizioni operative dei sistemi tecnologici, economici e sociali, che ha il potere di cambiare il senso delle cose, manifestandosi quotidianamente nella vita di ciascuno di noi. Il nostro futuro dipende dalle scelte che oggi compiamo. Soltanto se queste sono informate e consapevoli, supportate da valori, da dimensioni ideali ed etiche, possono orientarci verso futuri possibili. Le scelte da affrontare si interfacciano con il processo di digital trasformation e con lo sviluppo sostenibile. Al capitalismo di piattaforma, allora, si può preferire il cooperativismo di piattaforma. La sostenibilità, infatti, non è un concetto rivolto al passato poiché bilancia le esigenze delle generazioni presenti con le potenzialità di quelle future. Inoltre pone i processi di innovazione e cambiamento al centro delle osservazioni, delle proposte operative e dei processi decisionali con riferimento allo sfruttamento delle risorse, agli investimenti, alla consapevolezza dei cittadini rispetto ai loro stili di vita e di condotta. Il digitale diventa in queste sfide, contemporaneamente, alleato e motore del cambiamento. L’innovazione sostenibile transita attraverso le trasformazioni e le prassi comportamentali, coinvolgendo gli utenti/cittadini, la loro capacità nell’addomesticare le tecnologie, la capacità di integrarsi con le diverse sfere dei mondi virtuali, la ottimizzazione e la semplificazione dell’eccesso di informazioni cui siamo tutti costantemente sottoposti.

Lo sviluppo sostenibile dal punto di vista economico, sociale, ambientale e istituzionale dipende da tre variabili: tecnologia, governance e cambiamento di mentalità. Dalla tecnologia derivano i modelli di produzione, di consumo, di interazione tra le persone i dispositivi tecnologici e l’ambiente. La scelta delle politiche e delle modalità con cui si governano (governance) i processi socio-economici determinano la visione contestuale e globale della società. Inoltre il cambiamento di mentalità permette di passare da un’utilità individuale verso una giustizia distributiva e di rispetto degli ecosistemi. La rivoluzione digitale assume, in questi tre diversi aspetti, un ruolo centrale e decisivo. Possiamo pensare proprio attraverso l’utilizzo delle tecnologie digitali: ad una economia di tipo digi-circolare; utilizzando le grandi masse di dati e l’Intelligenza Artificiale a definire sistemi più avanzati di governance; a modificare preferenze e abitudini individuali, anche di consumo, incentivando scelte più consapevoli e responsabili da parte di ciascuno. L’Agenda 2030 con i suoi 17 obiettivi e i 169 Target individua le diverse dimensioni della sostenibilità, definendo un approccio sistemico sia al tema generale (sostenibilità) sia alle sue estensioni. Tuttavia la transizione verso lo sviluppo sostenibile è il risultato non soltanto della spinta prodotta dall’innovazione, dalle politiche operate dai governi, dalle scelte dei consumatori, ma anche da una visione globale di futuro che provenga dalla società civile e dalle opinioni pubbliche. Per sviluppare una visione di futuro, orientato allo sviluppo sostenibile, è necessario adottare scelte sistemiche e integrate che tengano conto dell’insieme dei diversi problemi.

L’informatica, attraverso il linguaggio binario e la logica digitale, riesce a codificare l’informazione in sequenze di 0 e di 1 (bit) per gestirla in maniera automatizzata attraverso un elaboratore elettronico. Tuttavia, quest’ultimo, per quanto possa essere veloce più delle due cifre non riesce proprio a capire. La trasformazione binaria dell’informazione traduce così in linguaggio digitale i processi, in modo da poterli gestire in maniera automatica. Questa operazione che chiamiamo digitalizzazione, se apparentemente sembra banale, in realtà sta producendo a livello sociale, economico, produttivo, una vera rivoluzione. Proprio il passaggio dall’approccio analogico alla logica digitale porta con sé un miglior rapporto di efficienza/efficacia, trasformando il modo in cui viviamo, lavoriamo, ci divertiamo, e influenzando ogni aspetto della nostra vita quotidiana. Con la digitalizzazione, documenti, foto, video e altre informazioni possono essere archiviati e condivisi online in modo rapido e facile, gestirli in modo efficiente e conveniente senza la necessità di spazi di memorizzazione fisici costosi. La digitalizzazione ha reso possibile l'automazione di molte attività lavorative. Le macchine possono ora eseguire processi ripetitivi, liberando l’uomo dal lavoro noioso permettendogli di concentrarsi su compiti più creativi e produttivi. I processi digitali hanno anche trasformato il modo in cui le imprese e i consumatori si relazionano tra di loro. Con la crescita del commercio elettronico, i consumatori possono effettuare acquisti online da qualsiasi parte del mondo e le imprese possono raggiungere nuovi clienti attraverso internet. Inoltre, le piattaforme di social media hanno creato nuovi modi per le imprese di interagire con i clienti e per i consumatori di condividere esperienze e opinioni con altri utenti. Anche il mondo del lavoro è fortemente influenzato dalla automazione digitale, infatti se alcuni mestieri tradizionali stanno diventando obsoleti altri e nuovi stanno nascendo. Cresce rapidamente la domanda di lavoratori con competenze digitali, persone che dovranno continuamente aggiornare le proprie capacità digitali per rimanere competitivi nel mercato del lavoro. Quello della sicurezza dei dati, delle informazioni personali e aziendali, della privacy, sono poi alcune tra le sfide prodotte proprio dal passaggio dall’analogico ai bit. La digitalizzazione, che sta trasformando il mondo in cui viviamo in maniera significativa e profonda, riguarda il modo in cui si fanno le cose. Attiene al come le persone o le aziende agiscono nella gestione delle proprie attività, migliorando l’efficientamento dei processi.

La pervasività dell’informatica, la diffusione dei computer, lo sviluppo della rete, la nascita dei social media, la continua interazione dell’uomo col digitale, stanno producendo il passaggio dell’umanità dalla dimensione della digitalizzazione a quella della trasformazione digitale. Una dimensione nella quale la presenza massiccia delle tecnologie digitali nella vita di ciascuno produce profondi impatti sui comportamenti, sulle relazioni, sulle dinamiche della comunicazione. Si sta sviluppando un processo di rimediazione dei comportamenti individuali e collettivi, nell’ecosistema (digitale) in cui viviamo. L’interazione digitale sta generando un cambiamento radicale nei comportamenti individuali e collettivi, con un conseguente spostamento delle loro leve di valore. Il Cambiamento dello scenario di contesto sta influenzando sia le motivazioni delle persone sia quelle della società nel suo insieme. Il digitale, di fatto, sta producendo una trasformazione nelle persone e nella società. La trasformazione digitale non agisce a livello di processo bensì a livello di senso, sta cambiando il senso delle cose. Una rivoluzione che fa percepire diversamente il concetto di valore (quello delle relazioni interpersonali, delle istituzioni, dei beni e servizi) producendo un radicale cambiamento in ogni aspetto della vita. La trasformazione digitale non mette a disposizione dell’uomo soltanto strumenti ma gli attribuisce un nuovo ruolo e una nuova dimensione sociale; Riscrive le regole delle professioni, ridisegna le figure professionali, governa nuovi contesti, attribuisce un nuovo significato alla società stimolando nuove dinamiche interpersonali. Cambiando i parametri interpretativi della società conseguentemente cambiano sia le leve di scelte sia quelle di valore. Se la digitalizzazione parte da una scelta compiuta da chi ne è direttamente o indirettamente interessato, la trasformazione digitale nella sua dimensione di rivoluzione di senso attiene al cosa. Non impatta sui processi, cioè sul modo in cui si fanno le cose, bensì ne ridefinisce il senso. La digitalizzazione ci permette di fare le cose meglio, la trasformazione digitale invece ridefinisce ciò che ha senso fare. La differenza sta quindi tra il modo di fare le cose e il senso delle cose. La digitalizzazione riguarda proprio il modo con cui si fanno le cose. La trasformazione digitale riguarda il senso delle cose. Le tecnologie, da sempre, producono un cambiamento nel senso di alcuni contesti sociali e di alcuni mercati. La trasformazione digitale agisce sul senso delle cose, sulla percezione di valore che l’uomo gli attribuisce, sulle catene di valore che il mondo produttivo gli aggiudica, non è cioè un cambiamento del modo in cui fare le cose, ma ridefinisce cosa abbia senso fare e cosa fare, oppure mutando gli scenari cosa non ha più senso fare. La tecnologia è sia strumento sia attore generativo di processi di cambiamento. Il digitale, attraverso la sua diffusa capillarità e i suoi strumenti, sta ridefinendo cosa abbia senso fare in un mondo in cui stanno mutando le leve di valore delle persone. Con la digitalizzazione cambia il modo di fare le cose, operando una scelta individuale o di società produttiva il processo può riguardare una singola persona o gruppi. La trasformazione digitale, che ridefinisce cosa abbia senso fare, è una condizione che attiene alla società nel suo insieme, e non al singolo oppure ai gruppi. Riguarda il modo con cui la società per ogni scelta presa e attuata si ridefinisce, avendo presente sia la tecnologia, che è il motore dello sviluppo, sia le persone, che sono gli attori protagonisti di questo sviluppo. La trasformazione digitale pervade la società e contribuisce a ridefinire le regole, i modelli e i confini, seguendo il ritmo del cambiamento. La digitalizzazione, invece, automatizzando i processi informativi attraverso le scelte operate impatta attraverso i cambiamenti sulle modifiche della realtà. Trasformazione digitale non è digitalizzazione, ma tra di loro il legame è definito dall’innovazione. Per ridisegnare il mondo occorre saper interpretare l’innovazione, conoscere le tecnologie e saperle leggere, senza per questo diventare tutti tecnici, in modo da definirne direzione e sviluppo. La società contemporanea per essere realmente integrata nella quarta rivoluzione industriale, quella del XXI secolo, deve saper operare sul design del digitale attraverso la propria visione di futuro, realizzando scelte talvolta anche coraggiose e impopolari, in cui le tecnologie rimangono soltanto strumenti necessari per costruire la società che vogliamo.