Chi siamo?

PixelPost.it

PixelPost è un progetto editoriale indipendente che nasce dall’esigenza di interrogare criticamente il nostro tempo, segnato dalla pervasività delle tecnologie digitali, dall’intelligenza artificiale (IA) e dalla trasformazione profonda dei linguaggi, delle relazioni e delle forme della conoscenza. PixelPost osserva, analizza e racconta la società del XXI secolo là dove umano e tecnologico non si contrappongono, ma si intrecciano in modo sempre più complesso.

Il giornale si muove nel solco della filosofia del digitale, intesa non come riflessione astratta sulla tecnica, ma come pratica critica capace di leggere i contesti in cui oggi viviamo: l’infosfera, le piattaforme, gli ambienti connessi, i sistemi algoritmici che orientano decisioni, percezioni e comportamenti, le tecnologie digitali e quelle emergenti. In questo scenario, l’innovazione non è mai neutra produce opportunità ma anche nuove forme di dipendenza, disuguaglianza e delega di responsabilità spesso invisibili.

PixelPost adotta una prospettiva umano-centricaNon pone l’essere umano al centro del sistema tecnologico come misura di dominio o di controllo, ma come punto di responsabilità. In un ecosistema abitato da algoritmi, piattaforme e intelligenze artificiali, il valore non risiede nella potenza degli strumenti, ma nella capacità dell’umano di assumersi le conseguenze delle proprie scelte, preservando il senso, la relazione e la dignità della persona. La centralità, in questa prospettiva, non è sovranità ma cura; non è primato, ma consapevolezza.

PixelPost nasce dalla consapevolezza che il valore di una società non si misura solo in termini economici o tecnologici, ma anche nella qualità del significato che è in grado di produrre e condividere. Nell’ecosistema digitale, informazioni, dati e contenuti costruiscono un vero e proprio capitale semantico dell’infosfera, un patrimonio collettivo fatto di senso, interpretazioni e responsabilità. Coltivarlo, proteggerlo e renderlo accessibile è una scelta culturale prima ancora che editoriale, seguendo una prospettiva che lo riconosce un bene comune, e considera l’informazione non come flusso neutro di dati, ma come responsabilità condivisa nella costruzione del senso.

Al centro della visione editoriale di PixelPost si colloca il concetto di Umanetica, inteso come orizzonte culturale e criterio di lettura del presente. L’Umanetica nasce dall’esigenza di ricucire ciò che il digitale tende spesso a separare: azione e conseguenza, libertà e responsabilità, profilo e persona. In un’epoca di automazione, intelligenza artificiale e decisioni mediate da algoritmi, PixelPost propone un pensiero che riaffermi la centralità dell’essere umano (umano-centrismo), della relazione e della responsabilità etica all’interno dei sistemi tecnologici.

In questa prospettiva, l’etica del digitale non è concepita come un insieme di regole accessorie o di vincoli tecnici, ma come fondamento dell’agire umano nei contesti complessi. L’intelligenza artificiale viene osservata non solo come strumento di efficienza o innovazione, ma come fenomeno culturale, sociale e simbolico che interroga il senso della conoscenza, dell’autonomia e della decisione.

PixelPost dedica particolare attenzione alla psicologia sociale del digitale, analizzando le dinamiche identitarie, relazionali ed emotive che attraversano le piattaforme. Le forme di esposizione permanente, la ricerca di riconoscimento, la pressione sociale algoritmica e la costruzione del consenso digitale incidono profondamente sui processi cognitivi e sulle relazioni, ridefinendo il modo in cui gli individui percepiscono se stessi, gli altri e il mondo.

Sul piano sociologico, il giornale esplora le trasformazioni della società delle piattaforme e della network society, interrogando il rapporto tra tecnologia, potere, informazione e democrazia. L’attenzione è rivolta alle nuove disuguaglianze digitali, alle forme di inclusione ed esclusione, ai mutamenti del lavoro, della cittadinanza nell’epoca dell’intelligenza artificiale e dell’educazione, all’intelligenza artificiale emotiva.

PixelPost dialoga inoltre con le Digital Humanities, intese come approccio metodologico e culturale, capace di integrare saperi umanistici e strumenti digitali senza ridurre la complessità del reale. Un metodo che valorizza l’interdisciplinarità tra filosofia, pedagogia, sociologia, psicologia e tecnologie, per leggere il presente con profondità critica e responsabilità culturale.

Il progetto editoriale è diretto da Alfonso Benevento, impegnato da anni nella riflessione su cultura digitale, intelligenza artificiale, educazione ed etica, con particolare attenzione ai contesti formativi e civili. PixelPost si rivolge a educatori, studenti, professionisti, decisori pubblici e lettori consapevoli, offrendo uno spazio di pensiero che non separa sapere e responsabilità, innovazione e coscienza critica.

PixelPost non rincorre la tecnologia: la interroga. Non celebra l’algoritmo, ne analizza il potere. Non oppone l’umano alla macchina: lavora per comprenderne il rapporto. Perché abitare il digitale, oggi, significa prima di tutto assumersi la responsabilità di pensarlo.

a cup of coffee sitting on top of a newspaper next to a pair of glasses
a cup of coffee sitting on top of a newspaper next to a pair of glasses
people sitting down near table with assorted laptop computers
people sitting down near table with assorted laptop computers
Alfonso Benevento

DIRETTORE RESPONSABILE DI PIXELPOST.IT

Stefano Bortolato
Matteo Benevento
Visual design algoritmico